di Francesco Bertolino
Thiel, Spielberg e i co-fondatori di Google si sono trasferiti, Zuckerberg si fa compensare da Meta. Huang di Nvidia resta: «Mi spaventa più la povertà del fisco, poter pagare 8 miliardi è un privilegio»
Il 3 novembre i 40 milioni di residenti della California saranno chiamati alle urne per votare sulla nuova tassa a una tantum del 5% sui patrimoni superiori al miliardo di dollari, azioni incluse.
In attesa del responso dei seggi, l’imposta ha spaccato il fronte della Silicon Valley. C’è chi come il ceo di Nvidia, Jensen Huang, è pronto a contribuire. «Il fatto che possa permettermi di versare 8 miliardi al fisco in cinque anni è un privilegio — ha detto il manager da 180 miliardi di patrimonio — non mi spaventa pagare le imposte, mi spaventa essere povero».
Sul fronte opposto c’è chi ha fatto fagotto e si è trasferito in altri Stati per evitare la gabella come i co-fondatori di Google, Sergey Brin e Larry Page, il creatore di Uber, Travis Kalanick, e il regista Steven Spielberg. Secondo l’università di Stanford, questi e altri tre ricchi migranti hanno portato via dalla California patrimoni per 578 miliardi e




