
di Maria Teresa Meli
Il leader di Azione: sì all’agenda di Marina Berlusconi. Con noi i riformisti pd
Carlo Calenda, lei va ai convegni di Forza Italia, ammicca ai riformisti del Partito democratico… Dove intende andare?
«La nostra posizione è sempre la stessa. Costruire un fronte per un’Europa federale che diventi una grande potenza, armata e indipendente. Quello che ha chiesto Draghi. Una missione comune tanto ai liberali, quanto teoricamente a Forza Italia e ai riformisti del Pd. Dopodiché, io sono stato invitato a parlare a un’iniziativa politica, dicendo esattamente questo. Come è accaduto anche in altri contesti».
Però si è scritto e detto che lei volesse fare un partito insieme a Forza Italia.
«La verità è che per i media è inaccettabile che ci sia un partito liberale, nato al centro contro i populismi, indipendente dai due poli, che rimane coerente su questa posizione da sei anni e che, in coalizione al centro, alle ultime elezioni politiche ha preso l’otto per cento dei voti. Con questa legge elettorale e i due blocchi molto vicini vorrebbe dire decidere l’agenda del prossimo governo».
Ma se cambia la legge elettorale?
«Il mio consiglio a Forza Italia e al Pd è




