
di Antonino Padovese
Il direttore del Consorzio Conegliano Valdobbiadene Diego Tomasi presenta a «VinoVip Cortina» i risultati dello studio sul cambiamento climatico. «Le temperature minime sono il vero problema: la vite pensa a sé e non all’acino»
Questa è l’ennesima estate che mette alla prova vigneti e agricoltori con temperature elevate e periodi sempre più lunghi di caldo. Non si può parlare di un’emergenza ma di una tendenza destinata a creare sempre maggiori problemi in futuro. Per questo il consorzio di tutela del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg ha deciso di alzare lo sguardo e non limitarsi ai prossimi anni ma di puntare dritto al 2100. È lo scenario delineato dallo studio illustrato alla manifestazione biennale «VinoVip» che si è tenuta a Cortina d’Ampezzo (Belluno). Sul palco, con Alessandro Torcoli, direttore della rivista «Civiltà del bere», che ha organizzato l’evento, c’era il direttore del Consorzio Diego Tomasi. Lo studio, commissionato dal Consorzio all’Università della Cantabria (Spagna) insieme a Banca Prealpi SanBiagio, ha sviluppato simulazioni climatiche ad alta risoluzione per la provincia di Treviso e indicato le strategie con cui la viticoltura dovrà adattarsi senza rinunciare all’identità del territorio.
Interessante è il paragone fra l’ultima estate e quella del




