“Se riusciamo a fare gruppo, anche in America ce la giochiamo con tutti”. A Londra, insieme al terzino azzurro e dell’Arsenal, si parla molto di Nazionale, ma anche della sua Inghilterra (“Mi manca il sole”) e di romanzi (“Leggo Orwell”), di shopping e di musica (“Voto pagode brasiliano”). E di quell’allenatore che lo chiamava ‘italian bastard’
Giornalista
21 marzo – 00:01 – MILANO
Riccardo Calafiori ha messo il sole al centro della sua vita. Sin da piccolo ha imparato a vederlo anche quando non c’è, allontanando col pensiero quelle nuvole londinesi che da due anni accompagnano il suo risveglio. “Dell’Italia mi manca quello, più di ogni altra cosa”. A guardarlo bene, con quel look da surfista australiano, non si direbbe proprio: il sole sembra sbattergli addosso anche quando fuori diluvia da giorni. Riccardo ha appena 23 anni ma sa già vedere il bene lì dove gli altri vedono la rabbia, la paura e la pressione. Sorrideva dopo l’infortunio che poteva rovinargli la carriera quando aveva 16 anni. Non smetteva neppure dopo che la Roma, la sua squadra del cuore, gli comunicava con un Sms




