
di Corriere Animali
I firmatari chiedono di tenere conto delle oltre 400 mila firme già raccolte per dire no all’estensione dell’attività venatoria e all’aumento delle specie cacciabili. «Presentati emendamenti per renderla un business privato»
«Nonostante la crisi globale e 462 morti causati da fucili da caccia tra il 2007 e il 2025, la maggioranza ha incredibilmente deciso di accelerare sul Ddl 1552 che, stravolgendo la legge 157/92, rilancia la caccia in forme estreme». Lo denunciano 58 associazioni ambientaliste e animaliste in un comunicato congiunto diramato alla vigilia di Pasqua.
«Al contenuto già grave del testo – ovvero meno aree protette, più specie cacciabili, nessun controllo scientifico, caccia su tutte le aree demaniali e stranieri che potranno cacciare in Italia senza alcun limite – si aggiungono ulteriori emendamenti presentati in queste ore dai relatori».
Queste modifiche dell’ultimo minuto, dicono le associazoni, «puntano, tra le altre cose, a rafforzare ancor di più gli interessi delle grandi lobby agricole nel mondo della caccia, trasformando la fauna, che è patrimonio di tutti, in oggetto di profitto e riconoscendo come imprenditore agricolo chi gestisce aree di caccia private, con possibilità di ottenere finanziamenti pubblici».
Un ulteriore emendamento «ha l’obiettivo di evitare




