di Redazione Economia
Gli Stati Uniti dominano la graduatoria con 39 scuole, la Francia guida in Ue. L’Escp è prima al mondo per esperienza internazionale e registra il 100% di occupati post-Mba
La fotografia 2026 delle migliori Business School del mondo, scattata come ogni anno dal Financial Times, riserva una sorpresa che fa rumore: la SDA Bocconi School of Management non compare tra le prime cento. Un’assenza che pesa, se si considera che appena un anno fa l’istituzione milanese occupava il quarto posto e, più in generale, è stata stabilmente negli ultimi anni tra le eccellenze globali.
La spiegazione, però, non è legata a un arretramento accademico. È tecnica: il ranking del quotidiano britannico richiede una soglia minima di risposte ai questionari inviati agli alumni. Se il numero non viene raggiunto, l’ateneo non viene incluso nella graduatoria. Una questione metodologica, dunque, più che di performance.
Due presenze italiane: Torino e Milano
Con l’uscita di scena di Bocconi, l’Italia compare soltanto due volte nella Top 100. Al ventiduesimo posto sale la ESCP Business School, che migliora di sei posizioni rispetto all’anno precedente. Al novantesimo posto rientra la Polimi Graduate School of Management, la scuola di management del Politecnico




