
di Vito Fatiguso
Lunghi 11 metri, ne sono stati acquistati 90 in Puglia, per un costo di 26 milioni di euro e sono stati assegnati a 28 Comuni. Ma non riescono a muoversi nei centri storici e, perciò, sono poco utilizzati o non lo sono affatto
Destinare risorse (in questo caso derivanti dal Pnrr) senza centrare l’obiettivo. O meglio: toccare solo il bordo del cerchio tralasciando la parte fondamentale del bersaglio. Novanta bus di quasi 11 metri di lunghezza, rientranti nella fornitura degli Otokar (modello Kent C Cng) con alimentazione a metano, si aggirano (forse) per la Puglia.
Già dalla fine del 2024 sono stati assegnati a 28 Comuni in virtù del servizio urbano da effettuare. E dopo meno di due anni di attività spunta l’anomalia che, in realtà, era preventivabile sin dai giorni dell’ideazione dell’appalto. «Procedere nei piccoli centri cittadini con un mezzo di questa grandezza – spiega il manager di una ditta che cura il trasporto – è a tratti impossibile. Quindi siamo stati costretti a studiare delle contromosse».
Gli autobus, consegnati con tanto di cerimonia pubblica dall’ex assessora regionale ai Trasporti Debora Ciliento, non consentono di circolare per le vie più trafficate




