Home / Motori / Bugatti Veyron: l’incredibile storia della hypercar nata da un disegno su una busta

Bugatti Veyron: l’incredibile storia della hypercar nata da un disegno su una busta

imageL’INTUIZIONE DI FERDINAND PIËCH

La Bugatti Veyron non nasce come una semplice hypercar. Nasce come un manifesto industriale per dimostrare al mondo dove potesse arrivare l’ingegneria del Gruppo Volkswagen proprietario del brand di lusso.

La sua genesi è datata 1997, su un treno Shinkansen tra Tokyo e Nagoya. Secondo la ricostruzione ufficiale di Bugatti, Ferdinand Piëch, allora uomo forte del Gruppo Volkswagen, dopo una conversazione con Karl-Heinz Neumann disegnò su una busta (foto qui sotto) l’idea di un motore a 18 cilindri. È un dettaglio, ma racconta bene la natura del progetto: la Veyron non nacque partendo da una carrozzeria, da un segmento di mercato o da un piano prodotto convenzionale. Nacque da un motore pensato per essere “più di tutto”, quando ancora non esisteva nemmeno l’auto che avrebbe dovuto contenerlo.

L’EVOLUZIONE DEI CONCEPT E DELLO STILE

Da quel momento cominciò una lunga fase di esplorazione. Prima arrivò la EB 118, presentata a Parigi nel 1998 come coupé di lusso; poi la EB 218, una berlina a quattro porte svelata a Ginevra nel 1999; quindi la EB 18/3 Chiron, più chiaramente orientata verso la super sportiva. Infine, nello stesso 1999, la EB 18/4 Veyron, la concept che per proporzioni e impostazione

Continua a leggere questo articolo qui