
Nata nel 1921, ha votato nel seggio allestito nall’interno della casa di riposo dove vive da alcuni anni: «Finché posso cerco di dare il mio contributo»
Lo scorso 8 dicembre ha spento 104 candeline e oggi, 23 marzo, non ha rinunciato a recarsi alle urne per il referendum costituzionale sulla giustizia. Marta Cervellati, nata nel 1921 a Budrio e bolognese d’adozione, ha votato nel seggio allestito nella mattinata all’interno della casa di riposo Villa Marina, a Castenaso, dove vive da alcuni anni.
La lettura quotidiana dei giornali
Vedova da venticinque anni e madre di un figlio, con un diploma magistrale ma una vita dedicata soprattutto alla famiglia, Marta Cervellati mantiene ancora oggi una forte curiosità per l’attualità. Ogni mattina legge il suo quotidiano preferito, che l’attende sul tavolo insieme alla colazione. «Mi piace sapere cosa accade nella mia città e nel mondo – racconta – e non voglio far mancare il mio voto ogni volta che i cittadini sono chiamati alle urne». Dal 1946, anno in cui le donne ottennero il diritto di voto, non ha mai mancato un appuntamento elettorale. «Non ricordo di averne saltato uno. Gli anni sono tanti, ma non li sento, e finché posso cerco di dare




