
di Lorenzo Cremonesi
Dopo le dimissioni di Yermak, nominato a capo dell’ufficio presidenziale l’ex capo dell’intelligence militare ucraina
BUKOVEL Senza dubbio un patriota coraggioso sui campi di battaglia e un carattere forte, che non teme di pensare e soprattutto dire cose controverse. Due anni fa Kyrylo Budanov dichiarò a una conferenza stampa che secondo le sue informazioni Aleksej Navalny non era stato assassinato per volere di Vladimir Putin. Un’affermazione che contraddiceva le posizioni del fronte anti-russo in Europa e sicuramente dava fastidio al governo di Kiev.
Ma non importa. L’uomo che Volodymyr Zelensky ha scelto come capo del suo ufficio al posto del fedele amico di lunga data Andrey Yermak, dimesso per le sue implicazioni nel recente scandalo per corruzione ai vertici dello Stato, non ha certo bisogno di dimostrare le sue credenziali di combattente dedito alla causa dell’Ucraina libera contro le aspirazioni imperiali di Mosca. Nato a Kiev nel 1986, si è graduato nel 2007 all’accademia militare di Odessa e subito è entrato nelle unità commando agli ordini dell’intelligence militare, il celebre Gur. Dall’inizio degli attacchi lanciati da Putin nel 2014 in Crimea e nel Donbass, Budanov partecipò a diverse operazioni di boicottaggio nelle retrovie russe




