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Braghin: “Il calcio femminile punta l’Europa. Ma con i diritti tv paghiamo il terzo portiere”

Il direttore della Juventus Women fa il punto sulla crescita del movimento: “Il professionismo una conquista sociale, ma ora quella sportiva. Servirebbe un supporto istituzionale, si sta ragionando pure su una Lega autonoma come previsto dal regolamento federale. Le conquiste in bianconero? Merito anche del pensiero di Andrea Trinchieri”

Giovanni Albanese

Giornalista

3 marzo – 17:52 – MILANO

Dieci anni fa accettò la sfida e si ritrovò davanti a un foglio bianco per abbozzare la prima formazione ideale. Il primo atto di Stefano Braghin in un mondo che fino a quel momento non conosceva per niente fu semplice, quanto i metodi di gestione che in questi anni ha utilizzato al comando di una Juventus Women di successo (6 scudetti, 4 Coppa Italia, 5 Supercoppa e una Serie A Women’s Cup). Il direttore dell’area femminile del club è un uomo di calcio di vecchi valori, senza un trascorso da calciatore ma particolarmente avvezzo ai riti del calcio. Così, con passione e aperture ad alti sport per attingere idee positive, è stato fra i principali protagonisti di una crescita del movimento che è passato dall’esigenza di essere riconosciuto

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