
Una scommessa? Forse non più…
I mercati emergenti non sono più una scommessa esotica, ma una componente sempre più strutturale dei portafogli globali. A sostenerli ci sono sicuramente le valutazioni attraenti, ma anche un quadro macro che, secondo le stime del Fondo monetario internazionale, è più dinamico rispetto a quello dei Paesi avanzati: crescita al 4,4% nel 2025 e oltre il 4% nel biennio successivo, contro un ritmo dell’1,7-1,8% per le economie sviluppate. Una divergenza che si riflette anche nei listini. Dopo un rialzo del 25% circa nel 2025 (in euro), l’Msci Emerging Markets sta sovraperformando l’Msci World anche quest’anno: +7,64% contro un +0,36 per cento. Negli ultimi anni, «l’universo dei mercati emergenti ha registrato miglioramenti a livello macroeconomico – spiegano Juan Torres e Vera German, portfolio manager Emerging Market Equity di Neuberger Berman –. I conti pubblici si sono rafforzati, il reddito pro-capite è cresciuto e le banche centrali hanno lavorato per contenere l’inflazione».
23 febbraio – 07:27
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