
di Redazione online
Il primo cittadino dopo l’imbrattamento della sede del quartiere San Donato-San Vitale: «Il mio mandato iniziato con scritte in cui si diceva che mi avrebbero chiuso dentro un cofano. Questi gruppi si fanno sentire da tempo»
«Siamo tutti i giorni alle prese con questa minaccia e questi eventi rappresentano una vergogna per la nostra città». Così il sindaco di Bologna, Matteo Lepore, commenta le scritte sui muri e i cori choc rivolti a lui e alla sua giunta dagli attivisti del collettivo MuBasta che hanno organizzato una manifestazione dal quartiere San Donato al Pilastro per chiedere la sospensione dei lavori per il Museo dei Bambini al parco Militini Moneta Stefanini.
Lepore: «Gruppi radicalizzati sanno offendere e minacciare»
Lungo il percorso, gli attivisti hanno anche imbrattato la sede del quartiere San Donato della Guardia di Finanza con scritte ingiuriose contro il Comune.
Lepore, a margine dell’inaugurazione di Children’s Book Fair, parla di una «radicalizzazione di alcuni gruppi, credo che tutti dobbiamo prendere posizione. Il mio mandato è iniziato con scritte in cui si diceva che mi avrebbero chiuso dentro un cofano – prosegue – Non è da oggi che questi gruppi si fanno sentire. Non




