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Bologna, i Verdi alla resa dei conti: una federazione cittadina per sostenere il Lepore bis e mettere ai margini i ribelli

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Mossa di Roma dopo le proteste anti giunta. I portavoce provinciali Labriola e Vincenzi.: «Ci scomunicano per la nostra coerenza»

La resa dei conti nei Verdi a Bologna ormai sembrerebbe a un passo. Potrebbe essere questione di pochi giorni o qualche settimana. Dopo il boom sospetto di iscritti a dicembre del 2025, quando il numero delle tessere a Europa Verde era schizzato improvvisamente in alto, facendo collezionare al partito 89 nuovi adepti solo negli ultimi dieci giorni di proroga concessi da Roma, ora il cerchio sembrerebbe vicino alla chiusura. Perché quel tesseramento, additato dagli stessi Verdi local (il consigliere comunale Davide Celli e il co-portavoce provinciale di Europa Verde Danny Labriola in primis) come una manovra per mettere in minoranza i sostenitori della mozione anti-Lepore (uscita dal congresso bolognese di un anno fa), porterà, grazie al numero di tesserati bolognesi (di Bologna città, si intende) alla creazione di una federazione cittadina dei Verdi. Che potrebbe significare senza troppi dubbi mettere all’angolo gli attuali portavoce provinciali, ovvero lo stesso Danny Labriola e Monia Vincenzi.

Le modifiche al regolamento

Domenica scorsa il regolamento dei Verdi viene cambiato a livello nazionale: se prima una nuova associazione cittadina la potevano promuovere comitati spontanei e bastava

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