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Blocco dei prezzi, perché sempre più aziende lo pubblicizzano (e quando funziona)

di Anna Zinola

Dai supermercati alla cosmetica, quali brand puntano sui prezzi bloccati. I vantaggi e i rischi per le aziende

Supermercati, compagnie telefoniche, fornitori di energia e gas, ma anche brand di cosmetica o di caffè. Le aziende che enfatizzano, nella comunicazione, la stabilità dei prezzi sono sempre più numerose e  trasversali. Se in passato erano soprattutto le società della grande distribuzione e le utility a puntare su questo aspetto, oggi il medesimo approccio viene adottato anche in altri comparti.

Le case history: da Face D a Caffè Musetti

Un esempio recente arriva da Face D. A gennaio il brand italiano di dermocosmesi ha annunciato il congelamento dei prezzi per tutto il 2026. “Questa decisione nasce da una valutazione semplice del contesto produttivo – spiega Chiara Sormani, ceo & founder dell’azienda – l’assenza di rialzi significativi nei costi delle materie prime e del packaging nel 2025 ci ha permesso di non procedere ad alcun adeguamento dei prezzi”. Allo stesso modo, nel 2025 il gruppo Musetti – specializzato nel settore del caffè – ha dichiarato di mantenere invariati i listini, assorbendo gli aumenti del costo della materia prima.

Una promessa di trasparenza

Perché sempre più aziende scelgono

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