
di Stefano Montefiori
L’accusa è di voler cavalcare le posizioni di chi vuole mascherare le origini ebraiche del miliardario Epstein pedofilo cambiando la pronuncia del nome
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
PARIGI – «Bisogna dire Epstin, non Epstein!». Il leader della France Insoumise (Lfi), Jean-Luc Mélenchon, si è scagliato di nuovo contro i media francesi nel corso di un comizio ieri sera a Lione, la città dove alcuni militanti di estrema sinistra del movimento La Jeune Garde Antifasciste due settimane fa avevano picchiato a morte l’attivista di estrema destra Quentin Deranque. Mélenchon ha rifiutato qualsiasi mea culpa, anzi si è lanciato in un commento ironico che gli sta procurando dure accuse di antisemitismo.
Lo scontro di Mélenchon con i giornalisti, in particolare dei media tradizionali, dura da molto tempo, ma ha avuto un nuovo momento di crisi lunedì sera, quando il leader di Lfi ha tenuto una conferenza stampa nella sede del partito a Parigi. Un incontro riservato «ai media digitali alternativi», al quale le testate come L’Agence France Presse, il servizio pubblico Franceinfo, la prima rete privata Tf1, il settimanale L’Express o i quotidiani Le Monde o Libération non hanno avuto accesso.
Il giorno successivo l’organizzazione non




