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Bint Jbeil, la «figlia della montagna», che l’Idf prova di nuovo a prendere

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di Marta Serafini

L’assedio come nel 2006. A 5 chilometri dallo Stato ebraico, ha subito 560 attacchi nell’ultimo mese. Ma potrebbe mettere in difficoltà le forze israeliane

DALLA NOSTRA INVIATA
BEIRUT Se ne sta lì a cinque chilometri dal confine con Israele la «figlia della montagna». Poco più di 20 mila abitanti, Bint Jbeil non è un nome nuovo alla storia del Medio Oriente. Da giorni l’esercito israeliano tenta di accerchiarla avanzando sui villaggi circostanti di Dibil, Ainata e Rshaf, punto d’ingresso obbligato verso l’altura che domina la frontiera.

Oltre 560 attacchi solo nell’ultimo mese, con la popolazione in fuga verso il nord, a maggioranza sciita e considerata una delle roccaforti di Hezbollah, Bint Jbeil è stata teatro di alcuni dei combattimenti più duri del 2006: tre tentativi israeliani falliti di prenderla, pesanti perdite da entrambe le parti. E fu qui che l’Idf, dopo averne dichiarato il completo controllo, venne smentita. Una sonora sconfitta, resa ancora più tragica dalla morte del soldato Uri Grossman, figlio dello scrittore David Grossman, colpito da un missile anticarro nonostante l’appello del padre per il cessate il fuoco.

Di fronte ai figli morti in nome dello Stato ebraico, la «figlia della

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