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Bindi: «Primarie? Il punto è che si delegittimano tra loro. C’è bisogno di un federatore alla Bersani»

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di Monica Guerzoni

L’esponente dem: un nome riconosciuto che non sia in competizione e possa fare anche il premier

Sembra proprio essere Pier Luigi Bersani la «carta coperta» di Rosy Bindi. La ex ministra che ha guidato il comitato del No al referendum non smentisce e spiega perché abbia lanciato l’idea di un «facilitatore» che metta pace tra Schlein e Conte.

Bindi, cosa c’è dietro?
«Assolutamente niente».

Lei ha proposto un federatore per il centrosinistra. Possibile che non abbia un piano segreto? Al Nazareno non vedono di buon occhio il ritorno della «vecchia guardia».
«Non devono temere niente. Penso mi si possa riconoscere di non aver mai fatto trame nella mia vita. È così difficile credere che uno fa una proposta semplicemente perché ci crede? Perché ritiene che sia una cosa giusta per la battaglia che c’è da fare?».

Per qualcuno è difficile crederci, sì. La sua idea ha fatto arrabbiare tanti, a cominciare da Schlein e Conte. Loro non vanno bene per guidare il centrosinistra?
«Non è che non li considero adeguati, il problema è che non si legittimano tra loro. Per me andrebbero bene tutti e due e non farei alcuna fatica a votarli, anche se

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