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Biennale di Venezia, riapre (tra le tensioni) il padiglione centrale: l’inaugurazione senza il ministro Giuli

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di Sara D’Ascenzo

Buttafuoco: «Si apre una nuova era». Il caso Russia sullo sfondo della festa. Il governatore del Veneto Stefani: «Spazio libero all’arte». Il sindaco Brugnaro: «Se la Russia fa propaganda chiudiamo il padiglione»

«Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere». Serve Wittgenstein al presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco per affrontare una giornata «di festa», ma certo irrituale: l’inaugurazione del restaurato Padiglione Centrale della Biennale ottenuto grazie ai fondi stanziati dal ministero della Cultura, senza la presenza del ministro competente, Alessandro Giuli, rimasto a Roma a causa dell’affaire Russia che dai primi di marzo vede i due amici e sodali su fronti opposti: Buttafuoco per aprire al padiglione della Federazione Russa alla prossima Biennale dal 9 maggio, Giuli per non offrire un palcoscenico internazionale a chi da quattro anni sta portando avanti la guerra d’invasione dell’Ucraina. Intanto il luogo: sedici mesi di lavori, 31 milioni di euro stanziati grazie si fondi Pec e Pnrr, il reinventato Padiglione Centrale è pronto ora per essere riallestito per la mostra della curatrice della prossima Biennale, la 61esima.

Il progetto

La riqualificazione del Padiglione rappresenta uno degli interventi più complessi del programma di rinnovamento delle infrastrutture della

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