
Storia di Blanca Nieves Fernandez Ochoa: dalla caduta ai Giochi di Calgary al riscatto con il bronzo ad Albertville. Il cognome pesante del fratello Paco, oro a Sapporo 1972. La storia di un’icona dello sport che avrebbe meritato un finale più felice
Quando aveva nove anni la svegliarono gli urli. Scese in soggiorno e c’era tutta la famiglia che saltava davanti al televisore. Era il 13 febbraio 1972 e suo fratello maggiore aveva appena vinto l’oro nello slalom alle Olimpiadi di Sapporo. “Paco ha appena fatto la storia”, le raccontarono. Era ancora buio, e andarono tutti a Cercedilla a suonare le campane della chiesa. Vivevano a Puerto de Navacerrada, una stazione di sci a 1.858 metri nella Sierra de Guadarrama, non lontano da Madrid. Suo padre, anche lui Paco, era il direttore della scuola di sci spagnola e sua madre Dolores era la cuoca del condominio. Quando era nata, il 22 aprile 1963, le avevano messo due nomi che erano una strada, e una condanna: Blanca e Nieves. Da quel giorno in cui suo fratello si tramutò in eroe nazionale anche i due cognomi diventarono una strada e una condanna: Fernández Ochoa. “Lo sci è iniziato come un gioco. Poi




