
di Greta Sclaunich
Nel 1982 aveva scritto il bestseller sul «punto G», portando nel dibattito pubblico la sessualità femminile e la legittimità del piacere
Beverly Whipple, la studiosa statunitense che fece conoscere a tutto il mondo il «punto G», è morta il 2 novembre a 85 anni nella sua casa a Voorhees, in New Jersey, per complicazioni legate a una malattia compatibile con l’Alzheimer.
Il punto G
Whipple, infermiera, ricercatrice e sessuologa, nel 1982 pubblicò il libro «Il punto G» insieme alla psicoterapeuta Alice Kahn Ladas e al sessuologo John Delbert Perry. Un testo innovativo, perché parlava per la prima volta del cosiddetto «punto G», cioè una zona particolarmente sensibile situata nella parte superiore della parete vaginale coinvolta nell’orgasmo e nell’eiaculazione femminile.
G da Gräfenberg
Alla base del testo c’erano studi e testimonianze che, fino a quel momento, erano stati poco considerati nell’ambito medico e non erano noti al grande pubblico. La scelta di chiamarlo «punto G» fu proprio di Whipple e Ladas, che lo collegarono al ginecologo tedesco Ernst Gräfenberg (G da Gräfenber, appunto) che però, più che un punto, aveva identificato nei suoi studi un’intera zona sensibile.
Il successo del libro e la traduzione in italiano
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