
Il direttore artistico della rassegna sarà al Donizetti con il concerto che celebra Miles Davis e John Coltrane a 100 anni dalla loro nascita
Mi spiace, non parlo italiano nonostante le mie origini siciliane. Dovremo fare l’intervista in inglese», si scusa Joe Lovano in videocollegamento da New York, cappellino verde menta, occhialetti tondi e una gran voglia di parlare di musica e della prossima edizione di Bergamo Jazz, di cui è direttore artistico. Il pluripremiato sassofonista americano ha messo insieme un gruppo di artisti di tutto rispetto per celebrare, al Teatro Donizetti e dintorni, i cent’anni di Miles Davis e John Coltrane.
Che peso hanno avuto nella storia del jazz questi due musicisti?
«Ogni generazione ha prodotto leader che sono stati punti di riferimento per altri musicisti. Da Louis Armstrong e Duke Ellington a Thelonius Monk, Charlie Parker, Dizzie Gillespie, John Coltrane e Miles Davis, musicisti magistrali che hanno suonato con amore e passione. Noi tutti consideriamo con grande attenzione lo sviluppo della loro musica e il modo in cui si sono espressi con i loro strumenti. Ognuno di loro ha dato un contributo fondamentale alla musica jazz e alla sua evoluzione».
E nella sua personale formazione?
«Mio padre, Tony Lovano, è cresciuto ascoltando




