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Beretta, avanti in America e lancia un’offerta sul 30% di Sturm Ruger & Co.

di Francesco Bertolino

L’ad Pietro Gussalli Beretta: «Ma il consiglio tolga la pillola anti scalata»

Beretta Holding punta a salire al 30% del produttore americano di pistole e fucili Sturm Ruger. Già azionista al 9,95%, il gruppo italiano delle armi ha scritto una lettera al cda di Sturm Ruger, dicendosi pronto a lanciare un’offerta pubblica d’acquisto sul 20% del capitale al prezzo di 44,80 dollari per azione. La proposta ha però una condizione: che il board di Sturm Ruger rinunci al meccanismo anti-scalata frapposto a Beretta Holding.

La «pillola» anti scalata

Lo scorso ottobre, infatti, il cda dell’azienda americana ha attivato la cosiddetta«poison pill». Qualora il gruppo italiano dovesse superare la soglia del 10%, così, la società potrebbe emettere nuove azioni a favore di tutti gli altri soci con uno sconto del 50%, diluendo la partecipazione di Beretta e rendendo quindi un’eventuale scalata più onerosa. Per giustificare il ricorso allo strumento, i manager di Sturm Ruger hanno accusato Beretta di voler salire nel capitale per prendere il controllo di una diretta concorrente senza passare da un’opa totalitaria («creeping takeover»). Un’accusa respinta nella lettera da Beretta, secondo cui l’obiettivo primario dell’investimento della holding è invece quello di «agire come un

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