
La verde venduta in media a 1.806 euro al litro, il gasolio a 2.147 euro. E lo sconto per i residenti con la patente di guida attraverso la carta carburante da 100 euro all’anno è stato tolto nel 2019
Il paradosso dei prezzi dei carburanti in Italia? Vivere nella regione che produce petrolio e pagare la benzina molto più che altrove, anzi il prezzo medio più alto di tutti. Benvenuti in Basilicata, il Texas italiano, la regione dove un litro di benzina verde (in base all’aggiornamento del Mimit di oggi 8 aprile, quando è in vigore il taglio delle accise da 25 centesimi) costa 1,810 euro, mentre il gasolio è a 2.147 euro (in questo caso il record è della Calabria con 2.172 euro). I due sfruttamenti attivi, Val d’Agri e Tempa Rossa operati rispettivamente da Eni e TotalEnergies, producono quasi l’80% circa del greggio nazionale, oltre 70 mila barili al giorno, anche se nell’ultimo anno l’estrazione è scesa intorno ai 65 mila barili al giorno. Il greggio viene trasportato alla raffineria Eni di Taranto attraverso un oleodotto e lì trasformati in prodotti finiti.
Poca concorrenza e costi logistici
La benzina è storicamente tra le più care, mentre per il gasolio



