
A penalizzare i listini sono sempre le conseguenze delle tensioni geopolitiche sulle quotazioni internazionali del greggio: il Brent, l’indice di riferimento in Europa, è oggi in leggero calo, ma tratta sempre intorno agli 88 dollari al barile, mentre pochi giorni fa era sceso sotto la soglia degli 80 dollari. La risalita è stata causata dall’incertezza sulle trattative tra Iran e Stati Uniti per chiudere la crisi mediorientale e, soprattutto, riaprire lo stretto di Hormuz al transito delle petroliere.
Il Medio Oriente non è, però, l’unico problema a pesare sui mercati petroliferi. Ci sono anche le minacce della milizia yemenita degli Houthi al traffico nel Mar Rosso, così come il crollo della produzione di greggio e prodotti raffinati in Russia. In generale, non c’è una singola fase della catena del valore che va dai pozzi di estrazione ai serbatoi delle auto che non stia affrontando delle criticità.




