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Bce, tassi ancora fermi al 2% ma rate dei mutui variabili a rischio rincari: ecco perché

di Redazione Economia

L’istituto di Francoforte ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse dell’area euro al 2% sulla scia dei timori legati alla guerra in Medio Oriente

Nessuna sorpresa sui tassi. Come largamente previsto dagli operatori e dagli investitori professionali, nella riunione odierna del Consiglio direttivo della Bce, l’istituto di Francoforte ha deciso di lasciare invariati i tassi di interesse dell’area euro al 2% (per quanto riguarda il tasso sui depositi). Il tasso sui rifinanziamenti principali resta al 2,15%, quello sui prestiti marginali al 2,40%.

L’impatto sui mutui

Nonostante i tassi fermi, sul mercato dei mutui i tassi già stanno scontando l’aumento dell’instabilità geopolitica. Analizzando l’andamento dell’Euribor, valore di riferimento per i mutui a tassi variabile, Facile.it ha rilevato che a seguito dello scoppio del conflitto in Iran gli indici sono già tornati a salire. Più nel dettaglio dal 27 febbraio al 16 marzo, l’Euribor a 3 mesi è cresciuto di circa 15 punti base, un rincaro «che potrebbe tradursi, già dalla rata di aprile, in un aumento di quasi 10 euro per un mutuo variabile standard» e questo nonostante non sia  aumentato il costo del denaro.

Gli effetti già nelle rate

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