
Si valuta la convenienza di un elenco del board alla luce della Legge Capitali tra quote rosa, nomine nei comitati endoconsiliari e tempistiche di presentazione
Crédit Agricole è in predicato di presentare una sua lista di minoranza per il rinnovo del board di Banco Bpm, di cui detiene il 20,1%. L’altro ieri la Bce ha approvato il nuovo statuto che le consente di avere dai 3 ai 6 consiglieri al crescere dei voti all’assemblea del 16 aprile. Più in forse invece la presentazione della lista del cda in cui confluirebbero il presidente Massimo Tononi e l’ad Giuseppe Castagna: attorno a questo strumento si sta ancora ragionando, dato che la rivisitazione imposta dalla Legge Capitali fa sorgere dei dubbi sulla sua reale convenienza in un azionariato non così definito. Ad esempio presentare un elenco di candidati per il board significherebbe perdere la possibilità di nominare il presidente del comitato controllo e rischi, che spetterebbe alla lista di minoranza, ovvero la Banque Verte.
Un altro tema riguarda le quote rosa da rispettare in un consiglio di 15 membri: se i francesi presentassero una lista corta di 6 nomi con un 60% di uomini e il 40% di donne, e vedessero eletti i loro




