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Bancari, i sindacati chiedono 518 euro in più al mese, meno ore di lavoro, più ferie e buono pasto a 10 euro

di Andrea Rinaldi

Sileoni (Fabi): «Le nostre richieste giustificate dagli utili delle banche». L’orario settimanale passerebbe da 37 a 35 ore con più smart working. Ecco tutte le richieste

I segretari generali di Fabi Lando Maria Sileoni, di First-Cisl Riccardo Colombani, di Fisac-Cgil Susy Esposito, di Uilca Fulvio Furlan e di Unisin Emilio Contrasto hanno approvato la piattaforma rivendicativa per il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro del settore bancario, che sarà ora sottoposta al voto dei lavoratori. Al centro della proposta sindacale l’aumento retributivo di 518 euro mensili e la riduzione dell’orario di lavoro settimanale a 35 ore, rispetto alle attuali 37, a parità di retribuzione tabellare. Inoltre, sempre per la parte economica, le maestranze chiedono di innalzare il buono pasto da 4 a 10 euro (per alcune banche già è a 10 euro) così da raggiungere il limite della defiscalizzazione per i ticket e di usufruirne anche in assenza di pausa pranzo.

L’effetto degli utili delle banche

«È un nuovo contratto che servirà a tenere insieme tutte le componenti
del settore partendo dal presupposto politico che i sindacati vogliono che sia riconosciuta l’inflazione reale e attesa e una quota di produttività giustificata dagli utili record delle banche,

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