Se si organizza «un evento dove si balla, anche di mattina, devono valere le stesse norme previste per le discoteche: sicurezza, autorizzazioni e controlli. Non possono esserci eccezioni». A partire da questa presa di posizione, Maurizio Pasca, presidente del Silb-Fipe (l’associazione che rappresenta discoteche e locali da ballo), interviene su Italia a Tavola utilizzando il boom social e mediatico legato al “Morning Club” (in foto) di m2o – evento con dj set ospitato nel bar della Fabbrica del Vapore di Milano che, a quanto risulta, si sarebbe svolto con le autorizzazioni previste – per richiamare l’attenzione su un fenomeno in crescita, il cosiddetto soft clubbing, e ricordare che, al di là delle etichette, quando si organizza un appuntamento con musica e pubblico che balla valgono regole precise.
Che cos’è il soft clubbing
Per capire davvero il senso della presa di posizione del Silb, però, è necessario fare un passo indietro e allargare lo sguardo al contesto in cui nasce la polemica, cioè al cosiddetto soft clubbing. Si tratta di un format esploso prima nelle grandi capitali internazionali e poi arrivato anche in Italia, che sposta il clubbing dalla notte al giorno – spesso alla (domenica) mattina – mantenendo dj set, pista e dinamiche





