Che si scelga il mare o la montagna, un weekend alle terme o una settimana in un resort, oggi c’è un elemento che difficilmente manca nell’offerta benessere: accanto alla sauna, il bagno turco è diventato un passaggio quasi obbligato. Le strutture lo sanno bene e lo inseriscono stabilmente nei percorsi wellness, perché la domanda è costante. Dopo escursioni, giornate sugli sci, camminate nei centri storici o lunghe soste a tavola, il corpo accumula stanchezza. Di conseguenza l’hammam si trasforma in uno strumento concreto di recupero, capace di rendere il soggiorno più equilibrato e meno affaticante.

Bagno turco, istruzioni per l’uso: benefici per il corpo e regole da seguire
La storia del bagno turco
Per capire perché il bagno turco sia così radicato nell’immaginario del benessere, occorre guardare indietro. Le sue origini risalgono alle terme romane, come le Terme di Caracalla, dove il percorso tra ambienti caldi, tiepidi e freddi era una pratica quotidiana. Il sistema dell’ipocausto permetteva di riscaldare pavimenti e pareti, creando spazi adatti alla sudorazione e al relax. Inoltre le terme erano luoghi centrali della vita urbana: si discuteva, si stringevano relazioni, si costruiva consenso. L’acqua e il vapore erano




