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Babysitter, colf e badanti: scadenza 10 aprile e rischio sanzioni per 900mila famiglie

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Nuovi minimi retributivi, obbligo di pagamenti digitali e contributi INPS: cosa cambia per il lavoro domestico e gli errori da evitare per non pagare multe

Sarà il 10 aprile il primo banco di prova per oltre 900mila famiglie italiane alle prese con il lavoro domestico. Quest’anno è scattata infatti una doppia rivoluzione per la gestione di babysitter, colf e badanti. Tra l’obbligo di pagamenti digitali e l’aumento dei minimi retributivi, la gestione del lavoro domestico diventa più complessa e il rischio di errori cresce sensibilmente. Con così tante famiglie coinvolte e una gestione ancora in larga parte affidata al “fai da te” dei datori di lavoro, il vero nodo non è l’evasione intenzionale, ma l’irregolarità involontaria: calcoli sbagliati, scadenze mancate o errori nei pagamenti che possono trasformarsi rapidamente in sanzioni e problemi amministrativi.

Lavoro domestico 2026: cosa cambia davvero

Per i lavoratori domestici dal 1 gennaio è in vigore il nuovo contratto collettivo nazionale e si è passati alla digitalizzazione completa dei pagamenti INPS. Sul fronte economico, il rinnovo del contratto introduce aumenti progressivi dei minimi retributivi fino al 2028. La prima tranche è già operativa: +40 euro lordi al mese per i lavoratori domestici che si traducono in

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