
L’allarme scattato tra i produttori energetici riguarda gli articoli del decreto che cambierebbero il meccanismo di formazione del prezzo dell’energia sul mercato italiano all’ingrosso «Mgp»
Continua a salire la tensione sul decreto Bollette, studiato dal governo per ridurre i costi energetici alle famiglie a basso reddito e a sostenere la competitività delle imprese. Il provvedimento, atteso domani in Consiglio dei ministri, con l’ultima bozza trapelata ha sollevato preoccupazioni per le misure che ci sono e per quelle che non ci sono. E, a parte il bonus da 90 euro (che potrebbe salire a 100) previsto per quest’anno per le famiglie a basso reddito che ricevono già il bonus sociale, molte delle altre misure allarmano o deludono. L’allarme scattato tra i produttori energetici riguarda gli articoli del decreto che cambierebbero il meccanismo di formazione del prezzo dell’energia sul mercato italiano all’ingrosso «Mgp» e che modificherebbero il sistema degli incentivi esistenti alle energie rinnovabili. La flessione dei titoli in Borsa, dopo i cali di giovedì e venerdì scorso, è proseguita ieri: Enel -1,35%, A2a -1,62%, Erg -0,46 per cento.
Le misure assenti
Ma al di là del settore dell’elettricità, il decreto non piace quasi a nessuno. E ieri ci sono state numerose prese




