L’attaccante è stato interrogato a lungo prima di riuscire a varcare il confine. Respinto invece il fotografo della nazionale mediorientale. Molti i tifosi che hanno dovuto rinunciare al viaggio
Non solo Iran. I rapporti tra gli Stati Uniti di Donald Trump e i Paesi considerati “poco graditi” rendono complicato l’ingresso negli Usa di tantissimi tifosi (le rinunce non si contano) ma anche dei giocatori di alcune nazionali. Oltre al caso della Repubblica Islamica, alla cui federazione sono stati negati numerosi visti per membri della delegazione, in quanto ritenuti troppo vicini al regime degli ayatollah, ieri è toccato ad Aymen Hussein, stella dell’Iraq e attaccante dell’Al Karma, squadra di Ramadi, nella regione dell’Anbar (dove sorge anche Fallujah, all’epoca dell’invasione americana, roccaforte dell’insurrezione), trovarsi in difficoltà alla dogana dell’aeroporto O’Hare di Chicago.
leoni della mesopotamia—
Hussein, 93 presenze e 34 gol con i Leoni della Mesopotamia, è stato interrogato per 7 ore dagli agenti dell’immigrazione dello scalo dopo essere arrivato con i suoi compagni di squadra e i membri dello staff. Un portavoce della dogana e della protezione delle frontiere degli Stati Uniti (Border Patrol) ha dichiarato a The Athletic: “Il 5 giugno, la nazionale irachena è arrivata all’aeroporto internazionale di Chicago O’Hare




