
I dati su consumi e autonomia mostrati dalle auto non sono soggetti a obblighi di precisione. Uno studio americano ha analizzato la loro affidabilità: buoni sul lungo periodo, molto meno su tragitti brevi e a serbatoio quasi vuoto. Ma il verdetto è positivo
20 febbraio – 12:27 – MILANO
Ci si può fidare del consumo indicato dalla strumentazione di bordo delle auto, e soprattutto dell’autonomia in chilometri? La questione è attuale, specie la seconda. L’indicatore della velocità, il tachimetro, e quello della strada percorsa, il contachilometri, sono entrambi soggetti a verifiche di accuratezza durante l’omologazione. In altri termini, devono essere precisi per legge. Nel caso invece degli indicatori del consumo di carburante e dell’autonomia residua, il legislatore non ha ancora stabilito degli obblighi di precisione.
IL TEST—
Sì, ma in sostanza: sono precisi? Quanto ci si può fidare? Nell’estate del 2021 l’Aaa (acronimo di American Automobile Association, di fatto un “parente” americano dell’Aci) ha pubblicato uno studio che ha analizzato l’accuratezza del consumo medio e dell’autonomia residua mostrati dalla strumentazione di bordo. Per farlo, l’associazione ha preso in esame dei veicoli




