di Redazione Economia
Dal 2019, l’anno prima della pandemia l’occupazione è scesa di 100 mila posti di lavoro e la produzione si è ridotta da 4,7 milioni a poco più di 4 milioni di vetture
È un quadro fatto di luci (poche) e ombre quello dell’industria automobilistica tedesca presentato dal Cda, l’organizzazione di rappresentanza del settore. Tra le ombre, pesano la difficoltà della produzione interna, ferma a poco più di quattro milioni di autoveicoli (prima della pandemia era a 4,7 milioni), e il costante taglio di posti di lavoro. Secondo il Vda, che ha pubblicato ieri un’indagine condotta a gennaio e che ha coinvolto 124 imprese del settore, un’azienda su due effettua tagli del personale o si prepara a farlo. Dal 2019, anno prima della pandemia, ad oggi, l’occupazione è calata di oltre centomila posti di lavoro. Viene evidenziato anche il ruolo avuto dai dazi nel frenare le esportazioni.
La competitività
Per queste ragioni Hildegard Mueller, a capo del Vda, parla di un problema della Germania come sito produttivo e invita tanto il governo nazionale tanto la Commissione europea ad avviare le riforme necessarie per migliorare la competitività del settore. «Noi, Europa e Germania, ci rendiamo sempre più




