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Automotive, i ricavi sono in calo del 5%

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di Thomas Bendinelli

Lo studio dell’Anfia registra una contrazione del settore che a Brescia conta 14.400 addetti. «Oggi i costruttori europei non stanno investendo su nuovi progetti perché non c’è certezza sul futuro del comparto» spiega il presidente di Confindustria Brescia Streparava

Dopo alcuni anni favorevoli, il settore dell’automotive lombardo – 576 sedi d’impresa, oltre 18 miliardi di euro di fatturato nel 2024 e 48 mila addetti, un terzo dei quali in provincia di Brescia – sembra avere esaurito la fase di crescita: i ricavi complessivi segnano infatti una contrazione superiore al 5%. È quanto emerge dallo studio realizzato dall’Osservatorio sulla Componentistica automotive italiana e sui Servizi per la Mobilità dell’ANFIA (Associazione nazionale filiera automotive), presentato ieri nella sede di Confindustria Brescia. Un dato che fotografa un comparto in piena trasformazione, stretto tra transizione energetica, nuove regole europee e concorrenza internazionale.

«Oggi i costruttori europei non stanno investendo su nuovi progetti perché non c’è certezza sul futuro del comparto, a causa delle ormai note scelte normative a livello continentale – ha osservato Paolo Streparava –. La situazione si riflette anche sui fatturati delle imprese: niente investimenti significa niente innovazione e oggi stiamo rimanendo pericolosamente indietro». Per Brescia

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