di Redazione Economia
Giuseppe Collino: «Il valore si sta spostando da chi assembla il veicolo a chi controlla batterie, software e semiconduttori»
L’industria globale dei fornitori automotive cresce, ma non come prima e soprattutto non per tutti. Secondo il nuovo Global Automotive Supplier Study 2026 di Boston Consulting Group, il settore si sta stabilizzando dopo gli choc degli ultimi anni, ma dentro una «nuova normalità» fatta di margini sotto pressione, domanda elettrica volatile, tensioni geopolitiche e supply chain sempre più frammentate.
La domanda complessiva di componenti è attesa in aumento del 3,5% annuo da qui al 2035, ma questa media nasconde una trasformazione molto più profonda: il valore si sta spostando rapidamente dai componenti tradizionali verso batterie, semiconduttori e software. Mentre i fornitori legati ai motori a combustione interna entrano in una fase di contrazione strutturale, i nuovi domini tecnologici registrano tassi di crescita a doppia cifra e margini superiori, ampliando il divario competitivo lungo la filiera.
La transizione all’elettrico, tuttavia, si sta rivelando più complessa del previsto. La domanda di veicoli elettrici continua a crescere, ma con livelli di volatilità elevati, costringendo i fornitori a gestire contemporaneamente tecnologie vecchie e nuove, con impatti significativi




