
Ma vediamo cosa dicono. La sicurezza percepita sulla strada si ferma a 3,5 su 10 e oltre la metà (53,9%) vi assegna un voto tra 0 e 3. Netta, invece, la distanza nella percezione del pericolo. I ciclisti misurano il proprio livello di rischio a 8,4 su 10, contro il 5,4 indicato dagli automobilisti.
Anche le cause indicate sono diverse. Chi guida punta il dito soprattutto sulle infrazioni dei ciclisti, come il passaggio con il semaforo rosso o l’andare contromano (86,3%), e sul procedere affiancati occupando il centro della carreggiata (63,1%). Chi pedala, invece, segnala il rischio dell’uso dello smartphone alla guida (73,9%) e la mancata precedenza (72,4%).
La medesima distanza di punti di vista emerge anche alla domanda “chi deve adattarsi?”. Tra gli automobilisti il 53,1% chiede uno sforzo equo a entrambe le parti e il 28,9% più formazione per i ciclisti. Il 66,2% di questi ultimi, invece, ritiene che debbano essere soprattutto gli automobilisti ad adattarsi, mentre solo il 34,1% è favorevole alle Zone 30 nei centri urbani.




