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Auto elettriche, l’Europa accelera sulle colonnine ma è lontana dagli obiettivi

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Le infrastrutture di ricarica crescono a doppia cifra, ma la diffusione resta disomogenea. E sul fronte dei costi, il vantaggio relativo delle elettriche è merito del caro carburanti

Miglioramenti a due cifre percentuali, comunque insufficienti a risolvere le criticità di fondo. Le rilevazioni sul secondo trimestre 2026 pubblicate dall’associazione europea che rappresenta i principali costruttori di automobili, l’Acea, sulla transizione elettrica in Europa restituiscono la fotografia di un contesto infrastrutturale che nel confronto anno su anno evolve, ma resta ancora molto distante da alcuni degli obiettivi fissati per il 2030.

OBIETTIVI LONTANI—  

Dal report commissionato da Acea a Transport & Mobility Leuven (Tml) emerge che a crescere a un ritmo ragguardevole è ad esempio la capacità complessiva dei punti di ricarica pubblici: a giugno 2026 aveva raggiunto i 41,6 gigawatt, in aumento del 29% sullo stesso periodo dell’anno precedente. Percentuale di crescita simile per il numero di stazioni di ricarica pubbliche: a maggio sono state 195.082, con una crescita su base annua del 21%. Malgrado un aumento tutto sommato soddisfacente delle stazioni, il complessivo rimane lontano dagli obiettivi: nell’Unione ci sono circa 1,2 milioni di punti di ricarica, praticamente un terzo di quello che è l’obiettivo europeo fissato dalla Commissione

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