di Luca Angelini
Batterie che competono con i motori combustibili, costi di produzione ridotti, prezzo al pubblico contenuto: perché l’azienda asiatica è oggi il punto di riferimento del settore. E si prepara a conquistare l’Europa
Un paio di settimane fa ci aveva colpito il titolo di un articolo di Jesus Diaz su Fast Company: «Byd ha appena ucciso i vostri argomenti contro i veicoli elettrici, con una batteria che compete con i motori a combustibili». La notizia era la presentazione, da parte della cinese Byd – passata in pochi anni da zero a primo produttore mondiale di veicoli elettrici (l’anno scorso il sorpasso su Tesla: 2,26 milioni di veicoli venduti contro 1,63) – della nuova batteria Blade Battery 2.0. Un gioiello tecnologico i cui numeri, almeno sulla carta, sarebbero sembrati fantascienza soltanto qualche anno fa: mille chilometri con una singola ricarica, una ricarica da 400 chilometri nel tempo di bere un caffè, 6 minuti e mezzo per passare dal 10 all’80% di ricarica, 1,2 milioni di chilometri di vita della batteria (capace di sopportare 5 mila cicli di ricarica). Molto migliorata anche l’efficienza a basse temperature, che scende solo del 15% a -20°C e del 20% a




