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Attacchi mortali di cani, in Italia 56 casi in 16 anni. Molti si sarebbero potuti prevenire. Il nodo della malagestione

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di Serena Palumbo

Uno studio scientifico analizza i casi e le condizioni in cui si sono verificati. La maggior parte in ambiente domestico e situazioni di malagestione dell’animale

In Italia gli attacchi mortali da parte dei cani rappresentano eventi rari, ma dal forte impatto sociale e mediatico. Negli ultimi anni il tema è tornato ciclicamente al centro del dibattito, soprattutto in seguito a casi di cronaca che hanno avuto grande eco. Per comprendere meglio il fenomeno, un recente studio scientifico pubblicato sulla rivista Animals ha analizzato tutti gli episodi registrati tra il 2009 e il 2025 nel nostro Paese. Il lavoro, intitolato «Fatal Dog Attacks in Italy 2009–2025: The Urgent Need for a National Risk Registry» («Attacchi mortali di cani in Italia 2009-2025: l’urgente necessità di un registro nazionale dei rischi») rappresenta uno dei primi tentativi di ricostruire strutturalmente questi eventi, offrendo una chiave di lettura diversa rispetto alla percezione comune. Non si tratta di esiti casuali, ma di situazioni che seguono dinamiche ricorrenti e, in larga parte, prevenibili.

Nel periodo considerato sono stati documentati 54 decessi. Si tratta di numeri contenuti, con una media di pochi casi all’anno. Tuttavia, la loro distribuzione nel tempo mostra come

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