
L’allenatore dell’Atalanta rifiuta la tesi della stanchezza post-Champions dopo la sconfitta con il Sassuolo e punta il dito sulla gestione del secondo gol.
Nessun alibi legato all’Europa. Raffaele Palladino analizza con lucidità la sconfitta per 2-1 subita al Mapei Stadium contro il Sassuolo, rifiutando l’idea di una squadra stanca dopo l’impegno in Champions League. Il tecnico non usa mezzi termini. La partita è stata condizionata da episodi specifici e da errori di gestione, non dalla mancanza di energie. Il focus si sposta subito sulla Coppa Italia.
La superiorità numerica che ha cambiato la partita
L’approccio alla gara era stato corretto. Palladino spiega come la squadra avesse iniziato bene, controllando il gioco nei primi quindici minuti e creando occasioni con Zalewski. La svolta paradossale è arrivata con la superiorità numerica. “Quando siamo passati in superiorità numerica, abbiamo subìto subito gol e da lì è cambiata tutta l’inerzia”, ha affermato il tecnico. Il Sassuolo si è chiuso in un blocco basso, rendendo difficile trovare spazi. Nel primo tempo la manovra è stata troppo lenta e centrale, mentre nella ripresa, pur con un giro palla più veloce, non si è riusciti a sbloccare il risultato.
L’errore sul raddoppio e la reazione tardiva
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