Una ricerca condotta sui topi ha valutato per la prima volta gli effetti del consumo di aspartame colmando due lacune degli studi precedenti: ha osservato, cioè, le conseguenze dell’assunzione a lungo termine del dolcificante naturale, e non soltanto di quella immediata come avvenuto finora; e lo ha fatto somministrando ai roditori quantità di aspartame non eccessive, per una volta vicine a quelle consumate dall’uomo nella vita reale.
I risultati dello studio, pubblicati sulla rivista scientifica Biomedicine & Pharmacotherapy, consegnano un verdetto negativo sugli effetti dell’aspartame sulla salute: se è vero che contribuisce alla perdita di peso, sembra però interferire con il metabolismo del cervello e con la struttura e la funzionalità del cuore.
Un consumo moderato, intermittente e prolungato nel tempo
Nel 2023 l’aspartame, un dolcificante artificiale impiegato in moltissimi prodotti alimentari, inclusi cibi e bevande dietetiche, è stato classificato “possibilmente cancerogeno per l’uomo” dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dal Comitato congiunto di esperti sugli additivi alimentari (JECFA) dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura (FAO), con la precisazione, però, che per una persona è comunque sicuro consumarlo in quantità inferiori alla dose giornaliera




