
Il tecnico del Sassuolo: ” Con Roberto dialogo quotidiano, da Max ho imparato la gestione dei campioni. Giochista o risultatista? Non comprendo il senso, l’obiettivo è sempre vincere. Sono qui per valorizzare talenti ma vedo anche della sana ambizione”
22 luglio – 12:50 – RONZONE (TRENTO)
Dietro ci sono 15 anni di grande calcio giocato. E poi una seconda vita in panchina. Alberto Aquilani è pronto a un nuovo esordio in A col Sassuolo che di tecnici ne ha lanciati tanti. Non conta la meta ma il viaggio? Eccolo.
Lei ha detto: “Il mio calcio non esiste. Esistono le idee”. Ci spieghi.
“Il calcio è fatto di tante sfumature, ogni allenatore ha un metodo e una linea che deve essere riconosciuta dalla squadra. Si tratta di inculcare un’identità, un modo di lavorare quotidiano che poi ci permetta di proporre, ma anche di aggrapparci a quei concetti nei momenti di difficoltà. L’idea è quella di creare uno spazio comune in cui c’è la proposta, la condivisione e la convinzione che quella sia la strada che porta al risultato”.
In questo ragionamento, modulo e ruoli quanto contano?
“Quel che conta




