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Apple, 50 anni di miti e bugie: il garage che non c’era, Jobs cacciato e il fallimento che salvò la Mela

di Massimiliano Jattoni Dall’Asén

Nel libro «Apple. 50 anni di storia» (Limina), David Pogue ricostruisce mezzo secolo di successi, fallimenti e rivalità attraverso le testimonianze di 150 protagonisti. Un racconto che smonta alcune leggende e si interroga sul futuro della Mela

Steve Wozniak stava lavando la macchina davanti a casa quando Bill Fernandez attraversò la strada con un ragazzo di sedici anni accanto: capelli lunghi, jeans strappati, sandali Birkenstock. Il suo nome: Steve Jobs. Era il 1971, in California, e i due cominciarono a parlare seduti sul marciapiede, di computer e di musica; di lì a poco avrebbero dato la caccia insieme alle cassette pirata di Bob Dylan. Cinquant’anni dopo, l’azienda nata da quell’incontro fattura quasi 400 miliardi di dollari l’anno. Come ci sia arrivata, e quante volte abbia rischiato di non arrivarci, è la storia che lo scrittore e presentatore tv David Pogue racconta in Apple. 50 anni di storia, edito per i tipi di Limina (pp. 608, 36 euro).

Pogue, che ha seguito Apple per decenni anche sul New York Times, ha intervistato 150 protagonisti e smontato alcune leggende. La più celebre: Apple non nacque in un garage, ma sulla scrivania di Wozniak alla Hewlett-Packard, dove

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