
di Emilia Costantini
L’attrice è protagonista del film «Domani interrogo», in sala dal 19 febbraio, e nello spettacolo «People, places & things» dal 4 marzo all’Ambra Jovinelli
Per la prima volta protagonista assoluta al cinema e in teatro. Anna Ferzetti sul grande schermo è la Professoressa d’inglese, ovvero «professoré» come la chiamano gli studenti di un liceo nella difficile periferia romana di Rebibbia, nel film Domani interrogo dal romanzo di Gaja Cenciarelli con la regia di Umberto Carteni, dal 19 febbraio nelle sale. Sul palcoscenico, nello spettacolo © RIPRODUZIONE RISERVATA di Duncan Macmillan con la regia di Pierfrancesco Favino, all’Ambra Jovinelli dal 4 marzo, è un’attrice afflitta da alcolismo e tossicodipendenza, in un centro di riabilitazione.
«È una donna che chiede aiuto — esordisce Ferzetti — e scopre inquietanti cose su sé stessa».
Dopo La grazia di Sorrentino, ora si impegna in due personaggi completamente diversi. In quale dei due, si sente maggiormente a proprio agio?
«In quello della professoressa e spero che questo film possa aiutare un settore non tutelato, quello scolastico. Ma mi affascina il personaggio teatrale, che è fuori dalla comfort zone, estremamente difficile: ti mette davanti a dipendenze che ognuno di noi ha,




