Due realtà siciliane diverse – per condizioni, posizione e carattere – ma accomunate da una stessa origine, quella vulcanica. A Vinitaly 2026, Etna e Pantelleria si sono incontrate in un confronto costruito proprio attorno a questo elemento condiviso e al modo in cui si traduce in vini con identità ben riconoscibili. La masterclass “Anima vulcanica: dalla montagna dell’Etna all’isola di Pantelleria”, andata in scena il 12 aprile al Padiglione Sicilia e guidata da Andrea Amadei, ha messo a fuoco il dialogo fra due Doc che oggi rappresentano due interpretazioni diverse della viticoltura siciliana.
Un momento della masterclass “Anima vulcanica: dalla montagna dell’Etna all’isola di Pantelleria”
Un momento della masterclass “Anima vulcanica: dalla montagna dell’Etna all’isola di Pantelleria” Carricante e Zibibbo: due varietà, due interpretazioni del vulcano
Entrando nel merito del confronto – con protagonisti il direttore del Consorzio Etna Doc Maurizio Lunetta e, per il Consorzio vini Pantelleria, Salvatore Murana e Fabrizio Basile -, che ha visto naturalmente i vini protagonisti, ci si è concentrati su due




