
di Marta Blumi Tripodi
La cantante in gara a Sanremo Giovani: «È un peso che mi porterò dietro per tutta la vita, ma anche un punto di partenza per ricostruire»
Il percorso che ha portato Angelica Bove sul palco di Sanremo sembra tracciato dal destino. Classe 2003, romana, cresce in una famiglia numerosa e unica nel suo genere: ha un fratello più grande, uno più piccolo e altri tre fratelli nati con lei da una gravidanza quadrigemellare. «Tra noi siamo davvero uniti, ma a casa nostra c’era sempre tanto chiasso, perché se non urlavi nessuno riusciva a sentirti: forse è per questo che canto così intensamente» scherza lei.
A 18 anni, il dramma: i genitori muoiono all’improvviso, lasciandoli orfani. «È un peso che mi porterò dietro per tutta la vita, ma anche un punto di partenza per ricostruire: la canzone che porto in gara a Sanremo Giovani, “Mattone”, parla proprio di questo». E aggiunge: «Interpretare un brano così intimo davanti a milioni di persone non mi preoccupa, anzi, è un valore aggiunto». L’Ariston non era nei piani: «Forse anche per questo la vivo come un’esperienza molto tranquilla, non sento la competizione. L’eventuale successo è un giro sulla




