
di Luigi Ippolito
Mandelson rilasciato su cauzione, Starmer in bilico
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – All’abbattimento dei totem si accompagna la caduta dei tabù: dopo l’arresto dell’ex principe Andrea e di Lord Mandelson, l’architetto del New Labour, per la prima volta il Parlamento britannico ha infranto la consuetudine che vuole i reali esenti da critiche nell’aula di Westminster.
I deputati britannici hanno invece dibattuto ieri una mozione che chiedeva la pubblicazione dei documenti relativi al mandato di Andrea come inviato per il commercio, fra il 2001 e il 2011: e i toni al vetriolo usati contro un membro di casa Windsor non erano mai risuonati prima sotto quelle austere volte.
Il più feroce è stato proprio un membro del governo, il sottosegretario al Commercio Chris Bryant, che ha bollato il fratello di re Carlo come «un uomo volgare e arrogante che non sapeva distinguere fra l’interesse pubblico che diceva di servire e il suo interesse privato», un uomo impegnato in «una costante frenesia di auto-esaltazione e auto-arricchimento».
E Bryant ha ripetuto che il governo intende rimuovere l’ex principe dalla linea di successione al trono. Il leader dei liberaldemocratici ha chiesto di chiarire se Mandelson, come molti




