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Andrea Bargnani si racconta a “Un altro podcast”: troppo diverso per piacere a tutti

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Il primo europeo nella storia a essere selezionato come numero uno al Draft. Il primo italiano a ritagliarsi un ruolo da protagonista oltreoceano. Un talento da quasi 8.000 punti in Nba, ma anche uno dei più grandi “what if” del basket. Andrea Bargnani è sempre stato un unicum, in campo e fuori. Un lungo atipico, moderno prima ancora che il basket americano fosse davvero pronto ad accettarlo. Uno che ha sempre giocato seguendo il proprio istinto, riflessivo e a tratti distaccato. Troppo libero per piacere a tutti. Lo hanno criticato su ogni aspetto: il gioco, il carattere, il rapporto con i media. Lui ha saputo conviverci, con quella sua scorza dura che nasconde però un’ironia sottile, la battuta pronta di chi ha imparato presto a proteggersi. Ma a renderlo ancora più unico è la sua lucidità: quella di chi sa riconoscere errori e scelte sbagliate senza vivere schiacciato dai rimpianti. L’unica cosa che non è mai riuscito a lasciar andare è l’amore per il basket. Forse anche per questo non ha ancora annunciato ufficialmente il ritiro: certe passioni non finiscono, cambiano forma e continuano a restarti dentro. Così il basket è rimasto comunque lì, nella sua vita. Oggi nel ruolo

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